venerdì 30 novembre 2012

Iadicicco a L’Opinione: «Giorgia Meloni rappresenta l’anima identitaria e popolare del partito»


L’intervista a Federico Iadicicco de L’Opinione a firma di Ruggiero Capone
Federico Iadicicco incarna la nuova classe dirigente del centro-destra, ma guai a paragonarlo ai rottamatori di Renzi, perché non reputa si debba restringere la cernita ai soli dati anagrafici. Nel 2008 è stato eletto consigliere provinciale di Roma nelle liste del Popolo della libertà: da sempre di destra, nell’esecutivo della federazione romana di Alleanza Nazionale e dal 2009 è membro del coordinamento regionale del Pdl. Ma non si può ignorare la sua posizione critica verso il Pdl. «Negli ultimi tempi noto un atteggiamento un po’ infantile da parte di alcuni esponenti del PDL che, come la sinistra ha fatto per vent’anni, discutono di berlusconismo ed antiberlusconismo. Non possiamo continuare a discutere su ciò che è successo nei venti anni passati, da trentottenne mi voglio occupare di quello che succederà nei prossimi trenta. Questo è il nostro compito, guardare al futuro, che non può essere certo rappresentato da Montezemolo, Fini, Casini o Monti».
Allora dove sta Iadicicco?
L’anima conservatrice, identitaria e popolare del partito, rappresentata alle primarie nazionali del PDL da Giorgia Meloni, sta costruendo una proposta politica alternativa alla sinistra come alla tecnofinanza. Non solo siamo contrari al Monti-bis, perchè non vogliamo stare con la sinistra, ma ci riteniamo anche alternativi all’agenda Monti. Non possiamo stare con chi ha fatto la riforma del lavoro e dai precari ha creato disoccupati, con chi ha fatto la spending review e la legge di stabilità ed ha distrutto gli enti locali. Il governo Monti ha distrutto il ceto medio ed ha messo l’Italia in recessione, malgrado tutto questo non è riuscito a ridurre il debito italiano. Non capisco come Riccardi e Bonanni, che sostengono la “Cosa Bianca”, possano pensare che la dottrina sociale della Chiesa sia compatibile con l’agenda Monti: è impensabile ed impossibile.
La sua proposta è “Sentimento popolare”?
Ho organizzato Sentimento Popolare perché voglio rimettere in moto la speranza, costruire un percorso partecipato, realizzare un’agenda popolare condivisa, il cui protagonista sarà il popolo. Questo deve essere il compito della politica. Durante la manifestazione sono state presentate numerose proposte: dal welfare di comunità a sostegno delle famiglie, alla lotta contro le delocalizzazioni. Nel Sacro Speco di Subiaco vi è incisa una frase, attribuita a San Benedetto: “continua pure nelle tenebre a cercare la voce sfuggente, perché solo nella notte fonda brillano le stelle.
Un messaggio all’elettore italiano?
Queste parole hanno consentito ai benedettini, nel momento in cui sembrava tutto finito, quando la nostra civiltà pareva destinata a morire, di traghettare i valori, la storia e l’identità di cui loro erano portatori fuori dalla crisi della difficoltà di quell’epoca. Necessita lavorare come i benedettini del terzo millennio, per portarci fuori da questa crisi antropologica.

Nessun commento:

Posta un commento

Lascia un tuo commento