lunedì 12 novembre 2012

PER USCIRE DALLA CRISI


Per uscire dalla crisi italiana è urgente aprire una stagione di riforme di ispirazione democratica, popolare e liberale, legittimate dal voto di milioni di italiane e di italiani, in continuità con quanto di meglio ha realizzato il governo guidato da Mario Monti che ha avuto il merito di rasserenare il clima di intollerabile antagonismo della politica italiana e di restituire prestigio e credibilità all'Italia.
Una tale soluzione non verrà dai partiti politici così come li conosciamo, ma da una presa di responsabilità corale di forze sociali, culture civiche e realtà associative capaci di contribuire attivamente alla rigenerazione e al governo della nazione.
La Seconda Repubblica, che si sta dissolvendo, lascia una pesantissima eredità di sfiducia nelle istituzioni e di distacco tra le stesse istituzioni e i cittadini. È in pericolo la stessa tenuta del paese, frammentato e preso dal pessimismo, con rischi di cedimento della coesione sociale e del vivere insieme.
Questa situazione richiede un urgente e radicale cambiamento della politica e una sua estesa apertura alla società civile, premessa per ogni tentativo di ricostruzione morale, politica ed economica del paese.
Crediamo che i cittadini italiani meritino un'Italia migliore, che ispiri fiducia, prenda sul serio ogni legittimo desiderio di benessere, non abbandoni nessuno. È indispensabile recuperare la speranza e attivare risorse e pensiero contro la lettura vittimista del nostro presente e del nostro futuro. Nel nostro paese da troppo tempo non si riescono a mobilitare le passioni e le idee e istituzioni ingessate hanno perso la loro funzione vitale.
Crediamo che il nostro paese non sia condannato a vivere di furbizie ed espedienti ma possa prosperare sui propri talenti e le proprie virtù, scommettendo sul potenziale di chi è attualmente escluso dalle opportunità di crescita e sviluppo a partire dai giovani e dalle donne.
In questo momento di crisi dobbiamo stringerci attorno alla nostra casa comune. È indispensabile abbandonare definitivamente l'idea e la pratica di uno Stato pervasivo ma inefficiente. Dobbiamo concentrare tutte le risorse pubbliche sui cardini che costituiscono la missione fondamentale dello Stato e delle sue articolazioni. Occorre restituire dignità al lavoro sia come servizio pubblico che come intrapresa privata, tornare a considerare i cittadini singoli e associati e le famiglie come protagonisti e responsabili del bene comune e tutelare i più deboli.
Crediamo che sia necessario rispondere subito alla crisi di fiducia dei cittadini verso le istituzioni rafforzando i processi democratici e la loro trasparenza, contrastando la corruzione, potenziando la vigilanza sui conflitti di interesse che rappresentano una vera minaccia per qualsiasi società giusta e libera.
Sottolineiamo il valore della sussidiarietà per ogni progetto di rinascita civile ed economica del paese, come un’idea forte della persona e del valore della sua iniziativa anche in risposta ai nuovi bisogni.
Crediamo nel valore della coesione sociale e riteniamo necessaria una profonda riforma del modello di welfare, come generatore di opportunità e strumento di promozione umana.
Crediamo che il ritorno alla crescita dell'economia italiana possa venire soprattutto dalla riduzione della pressione fiscale, premiando il lavoro, la produzione e la cultura come i fondamentali motori di sviluppo della nazione.
L'Italia può e deve tornare a giocare in attacco, come nei momenti migliori della sua storia: tornando ad essere un territorio accogliente per l'impresa e gli investimenti, accettando la sfida dell'internazionalizzazione e dell'innovazione e rafforzando i legami di cooperazione tra lavoratori e imprenditori.
Davanti alle molteplici sfide della globalizzazione, la politica italiana deve abbandonare ogni provincialismo e darsi una visione del proprio ruolo nel futuro, investendo sull'unità europea quale via maestra per affrontare i problemi del XXI secolo.

NOI DI DESTRA 1° INCONTRO

VI ASPETTIAMO NUMEROSI, CONFERMARE SU FB LA PRESENZA

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Un Paese in preda a Paurology


Ma che Paese siamo diventati? Abbiamo aderito in massa alla setta spaventata di Paurology e vivia­mo ogni allerta con terrore preventi­vo: allarmi atmosferici, medici, econo­mici, allegorici. Da Genova a Roma e a sud chiudono scuole e uffici nel timo­re di catastrofi eventuali. Temiamo il Terremoto, e arrestiamo gli scienziati se non sono abbastanza stregoni da predire con precisione la Sfiga.Temia­mo l’Alluvione e temiamo l’Infezione, temiamo il sole e il mare, le slavine e i cicloni altrui, a volte anche la collisio­ne di pianeti.
La chiamano prevenzio­ne, ma è fifa cosmica. Temiamo la ma­lavita, organizzata e improvvisata; te­miamo guardie e ladri, sia guardie di fi­nanza o polizia che ladri in casa e fuo­ri; temiamo il fisco,gl’immigrati,la cri­si economica e il gatto mammone. Te­miamo di finire come la Grecia, abbia­mo paura di spendere e pure di tener­ci i soldi; temiamo di perdere tutto an­che se nullatenenti.
I sacerdoti di Paurology imperversa­no nei media, in tv, nel web e trasmet­tono il contagio come il virus dei com­puter.
Viviamo come quei vecchi che hanno perso uso di mondo e si barrica­no in casa, tra allarmi, porte blindate e catenacci. Un po’ di fatalismo, diami­ne. Per ogni malcapitato di cui parla­no i giornali ci sono migliaia di perso­ne che vivono tranquille. Su, credete almeno alla statistica. Certo, prima o poi succederà... Gli americani credo­no ancora alla favola del meglio che deve ancora venire, noi invece abbia­mo un timore maligno che ci stronca prima ancora di colpirci. Ci tumulia­mo da vivi per prevenire la morte.
 - Dom, 11/11/2012 

giovedì 13 settembre 2012

Monti scarica Casini


Giuseppe Pisanu, detto Beppe, Cirino Pomicino e Ciriaco De Mita insieme fanno 230 anni di età, dei quali 130 passati in parlamento. In carriera tut­ti e tre, chi più chi meno, sono finiti in guai giudi­ziari ed avevano ruoli importanti quando i parti­ti accumulavano tangenti e lo Stato debito pub­blico à gogo. Politici di professione, lavori zero, hanno avuto stipendi, privilegi e pensioni che li pongono nella top ten della Casta. Casini, che di anni ne ha solo 57 ma che da ben 30 fa solo il depu­tato, li ha arruolati e voluti ieri in prima fila alla chiusura del congresso fondante di «Italia», il nuovo partito che si pone in alternativa alla poli­tica tradizionale.
Non siamo su Scherzi a parte , accade davvero nel circo impazzito della politica che tenta di so­pravvivere a se stessa. Il partito più gerontoco­mio d’Italia, anagraficamente e politicamente parlando, ha cambiato nome e sta facendo la cor­te a Mario Monti e ai suoi uomini. Casini non sta più nella pelle di fare, dopo aver brigato trent’an­ni con la politica, lo sponsor dei tecnici. Non è pentito, è solo furbo e senza vie d’uscita non vo­le­ndo allearsi col centrodestra e non potendo al­learsi con una sinistra zeppa di comunisti. Monti è il suo nuovo faro, per la prima volta il Casta-di­va Casini è disposto a uscire dal cono di luce del riflettore principale. Ma tanto entusiasmo, al mo­mento non sembra ricambiato. Ieri Monti lo ha gelato con una delle sue battute da professore ca­rogna. «Casini? Ricordo che fu colpa sua se non fui confermato ministro europeo nel 2004», ha detto in sintesi il premier. Il fatto è noto. Berlusco­ni voleva confermare Monti in Europa, ma Casi­ni si oppose, minacciando di uscire dall’allora maggioranza di centrodestra. Il nobile motivo era che Casini doveva piazzare il suo amico Roc­co Buttiglione, e tanto fece che ci riuscì. Sì, avete letto bene: Rocco Buttiglione scalzò d’ufficio Ma­rio Monti, ma combinò tanti e tali casini (con la minuscola) che non riuscì neanche a insediarsi, primo caso nella storia europea, nel governo di Bruxelles.
Questo è Casini, questi sono i suoi compari su cui dovrebbe contare Monti per restare a Palaz­zo Chigi. Che dire se non: buona fortuna, signor presidente.

mercoledì 1 agosto 2012

Il nostro e vostro documento

      
                     


31/07/2012
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Associazione
NOI di DESTRA ITALIA
http://www.noididestra.it/          

                 




L’associazione culturale Noi di destra intende dare un contributo al Paese nel particolare momento di difficoltà che attraversa sottoponendo al governo centrale proposte concrete basate sostanzialmente su temi quali il contenimento della spesa pubblica, il recupero di risorse, il rilancio dell’economia.
Gli interventi che seguono, elaborati per un periodo di 24 mesi,  sono frutto del confronto maturato tra gli iscritti e intendono divenire materia di spunto per gli organi competenti


Riduzione del 30% delle indennità a deputati e consiglieri regionali
Riduzione dell’80% delle auto blu
Contributo di solidarietà nazionale del 5% dai cittadini aventi redditi compresi tra i 200.000 e un 1000.000 di euro, del 10% oltre il milione
Pagamento con buoni del tesoro per chi percepisce più di 3.000 euro al mese di pensione
Riduzione della pressione fiscale per gli istituti di che offrono credito agevolato al mondo produttivo
Equitalia: rateizzazione obbligatoria da 72 a 120 mesi
Blocco totale dell’immigrazione, sospensione temporanea della legge Bossi-Fini
Revisione studi di settore al ribasso
Riduzione dell’iva per l’acquisto di immobili da 4 a 0 e dal 20 al 10 per le nuove costruzioni
Incentivi per l’acquisto di auto nuove non inquinanti fino a 1600 cc
Diminuzione del carico fiscale per l’approvvigionamento dell’energia elettrica alle aziende
Tetto massimo fissato entro i 300.000 euro per emolumenti a favore di Dirigenti Pubblici di ogni ordine e grado



L’ Associazione
                      NOI di DESTRA ITALIA